Army Rage: anteprima della Closed Beta

Il mese scorso si parlava dell’arrivo della Closed Beta di Army Rage entro Dicembre, di conseguenza eccomi qui con le prime impressioni dopo averlo testato.

Una volta scaricato il gioco e registrato l’account, potremo da subito partecipare ad una partita o crearne una su misura. Tuttavia ci verrà consigliato di affrontare il tutorial, per apprendere i comandi base e l’uso delle armi.

Personaggi e modalità di gioco

Il personaggio non potrà esser personalizzato ad inizio partita, ma sarà preimpostato e varierà a seconda della classe e fazione utilizzata. Si presume soltanto che potranno esser acquistati elementi estetici e cosmetici, come vestiti e cappelli, ma per ora lo store in game non li propone. Pertanto i giocatori della stessa fazione e classe saranno identici, e si differenzieranno soltanto dal nome.

Le fazioni sono due: Axies e Allies. Le classi giocabili sono quattro: Assault, Scout, Support, Engineer. Ognuna di queste si differisce in quanto ad equipaggiamento, anche se inizialmente l’unica differenza starà nell’arma primaria utilizzata, mentre il resto rimarrà pressochè invariato. L’Assault è armato di fucile, lo Scout è dotato di un’arma di precisione con relativo mirino, il Support possiede il mitra ed infine l’Engineer porta con se il lanciarazzi. Inutile dire che ulteriori armi ed equipaggiamenti potranno esser acquistati attraverso lo store, utilizzando le microtransazioni o le monete guadagnate in gioco.

Le modalità di gioco sono cinque: Rush, Team Deathmatch, Domain Control, King of Hill e Team Deathmatch SP. Quest’ultima permetterà di creare partite specializzate, ovvero dove si potranno usare solo determinate armi, come ad esempio il fucile di precisione o il coltello. Ogni modalità ha diverse mappe da poter scegliere, anche se il Domain Control ancora non ne presenta nessuna.

Grafica e ambientazione

Graficamente niente di eccezionale, anzi a primo impatto non si direbbe che si tratta di un nuovo MMOFPS. I modelli poligonali non sono stati trascurati, ma per quanto riguarda il dettaglio delle texture sembra che il lavoro sia stato svolto piuttosto superficialmente.

Diversamente ho potuto riscontrare diversi bug, i quali solitamente sono abbastanza normali all’interno di una Closed Beta. Per esempio durante il tutorial non mi è stato possibile leggere le indicazioni, in quanto i caratteri erano illeggibili. Durante la partita mi è capitato più di una volta di vedermi sparire il fucile dalle mani, potendo comunque continuare a sparare.

Le mappe risultano piuttosto varie tra loro, alcune all’aperto ed altre unicamente al chiuso. Gli spazi all’aperto permettono di trovare postazioni ideali per ogni classe, dal campanile della chiesa adatto ad un cecchino, al campo aperto ideale per l’Assault e il Support.

Certi ambienti sono piuttosto stretti, mentre altri mettono a disposizione spazi medio/grandi dove è possibile mettere in pratica strategie di squadra più elaborate, oltre a poter manovrare carri armati ed utilizzare armi pesanti piazzate a terra. A tal proposito bisogna ammettere che le armi sono state riprodotte piuttosto bene, così come gli ambienti di guerra tipicamente semi distrutti e in rovina.

Gameplay

Niente di particolarmente elaborato. I fucili classici senza mirino non permettono di utilizzare la messa a fuoco, pertanto per sparare con precisione avremo bisogno di un fucile con relativo mirino. I tempi di ricarica mediamente lunghi sono tipici delle armi di un tempo, piuttosto macchinose e ben poco automatiche. Gli ambienti ricchi di ripari e postazioni dall’alto o nascoste, permettono a tutte le classi di sfruttare il proprio potenziale, garantendo a tutte le squadre il massimo della flessibilità. Ad ogni respawn, durante il conto alla rovescia, potremo selezionare la classe desiderata ed il relativo equipaggiamento. Un sistema ottimo per donare maggiore dinamicità al gioco e soddisfare le esigenze di tutti i giocatori.

Il sistema di puntamento non sembra esser dei migliori, di conseguenza a risentirne è la precisione di fuoco. Capiterà di sparare su un bersaglio l’intero caricatore senza vederlo morire, mentre lui con uno o due colpi di pistola ci farà fuori appena avremo finito le munizioni. Ancora non mi è chiaro il perchè di questi avvenimenti, dato che non dipende dalle armi migliori o peggiori, in quanto attualmente tutti hanno le stesse. Probabilmente gli sviluppatori stanno ancora lavorando in tal senso, e con le prossime correzioni risolveranno questi strani misteri.

Infine troviamo i carri armati e le armi pesanti da utilizzare contro i veicoli, con i quali divertirsi a far la guerra in modo intensivo. Un soldato potrà pilotare il carro, mentre un altro avrà la possibilità di appostarsi sulla relativa mitragliatrice mobile. Un adeguato coordinamento tra pilota, mitragliatrice e lanciamissili, potranno garantire una potenza di fuoco notevole, contrastabile soltanto da altrettanta artiglieria o dall’uso del lanciarazzi del Support.

Conclusioni

Non mi dilungo oltre, nel complesso credo di aver dato una panoramica piuttosto esaustiva su quello che Army Rage ha attualmente da offrire. Il comparto grafico non mi ha certo convinto, con dettagli delle texture e pattern dei colori piuttosto datati. Inoltre i movimenti e le animazioni di gioco contribuiscono ad accentuare quella sensazione di “tempi passati”. Va bene che il gioco è ambientato nella seconda guerra mondiale, ma non credo questo possa giustificare certe scelte grafiche.

Tuttavia resta un buon MMOFPS, divertente e ben contestualizzato con l’epoca a cui si ispira. Armi ben realizzate e tempi di ricarica che ricalcano piuttosto fedelmente quelli originali, così come gli ambienti distrutti e gli edifici caduti in rovina che offrono ottimi appostamenti per i cecchini e gli amanti della precisione e strategia. Non si tratta certo di un titolo AAA, almeno non attualmente, ma resta pur sempre una buona alternativa alla concorrenza free to play.

Riguardo ai vari bug riscontrati non credo di poterne fare una colpa agli sviluppatori, d’altra parte la Closed Beta è fatta proprio per questo, ovvero per correggere quelle piccolezze sfuggite durante lo sviluppo. In attesa dell’arrivo della Open Beta e del miglioramento dei problemi riscontrati, invito gli appassionati di sparatutto ad iscriversi alla Beta attuale, giusto per gustare in anteprima quanto offerto dal titolo della Yacuba Games.

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