Holodrive: anteprima dello sparatutto 2D free to play

Holodrive è un altro di quei titoli multiplayer only che a causa della penuria di utenti sui server sono passati al modello free to play per rimpinguare la propria user base.

Uscito per la prima volta nel marzo dello scorso anno in early access su Steam, lo shooter 2D creato dai brasiliani di BitCake Studio ha subito parecchi cambiamenti nel corso degli ultimi mesi, in primis modificando il proprio sistema di progressione e poi aggiungendo numerosi contenuti, in buona parte gratuiti, per invogliare i giocatori a effettuare almeno un login giornaliero. Vediamo se questi copiosi aggiornamenti sono davvero serviti a donare nuova linfa alla produzione.

Anteprima di gioco

Descritto dagli sviluppatori come un ibrido tra Mario Kart e Quake, Holodrive ci mette nei panni di simpatici robottini (in pratica dei Sackboy metallici) con l’obiettivo di distruggersi a vicenda all’interno di arene a struttura semi-labirintica usando vari tipi di armi da fuoco. Le modalità di gioco sono in tutto 5: allenamento, deathmatch classico o a squadre (8 giocatori), Collectors e Cocoball. In Collectors le squadre si scontrano per ottenere energia dalle uccisioni e conservarla nella propria base, che può essere attaccata dal nemico e alleggerita del contenuto. Vince chi, allo scadere del tempo, ha accumulato la quantità maggiore di energia. Cocoball, invece, propone una struttura simil calcistica dove non contano tanto le kill ma i punti conquistati lanciando una gallina robotica dentro la porta avversaria.

Come dicevamo poc’anzi vestiamo i panni di un piccolo robot, il cui aspetto può peraltro essere modificato a piacimento equipaggiandolo con parrucche, vestiti e altri accessori. La libertà di personalizzazione è vastissima in quanto gli oggetti cosmetici superano il centinaio e alcuni di essi sono davvero di ottima fattura. Per ottenerli bisogna però sbloccarli trovandoli nelle loot box acquistabili sia con la valuta in game, i Bits, sia utilizzando denaro reale. Il vero problema risiede nei contenuti più rari contenuti nelle casse, ovvero le armi, drop leggendari che influiscono pesantemente nell’andamento delle partite.

Nonostante le armi equipaggiate debbano essere raccolte in partita e alla morte cadano al suolo diventando di dominio pubblico, i possessori ne beneficiano in modo alquanto evidente uccidendo in pochissimi colpi chiunque gli si pari davanti. Con ciò non intendiamo dire che le armi standard sparino tulipani, ma è chiaro che non spendendo in forzieri si parte con un netto svantaggio rispetto agli utenti paganti o semplicemente a chi ha avuto più fortuna.

Grafica e gameplay

Trattandosi di un titolo sviluppato su Unity anche per la fruizione da browser web, aspettarsi una resa grafica di ultima generazione rientra nella pura utopia. Tecnicamente Holodrive è infatti spoglio, smorto, poco definito, e le 8 mappe a disposizione appaiono indistinguibili le une dalle altre. Monotona la palette di colori, inchiodata sempre sulle due uniche tonalità di grigio e verde acqua, insufficiente la conta poligonale e i dettagli che invece dovrebbero donare carattere agli scenari; impalpabile, infine, il comparto sonoro, alla luce di una costante ripetizione di tracce già di per sé poco ispirate.

In game Holodrive riesce tutto sommato a regalare sprazzi di divertimento grazie ai controlli semplici ma responsivi e al feedback soddisfacente dello shooting. Buona la varietà delle armi e interessante la presenza di kit medici e power up disseminati per la mappa. Questi ultimi offrono potenziamenti temporanei casuali in stile invulnerabilità di Mario Kart, dando così anche ai giocatori in posizione di svantaggio la possibilità di risalire la china e quantomeno diminuire il divario con i primi in classifica. In ogni caso vince chi mette le mani sulle armi migliori, ovvero le leggendarie, dunque vi consigliamo di non avere troppe aspettative finché non aprite una decina di loot box.

Conclusioni

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, Holodrive risulta abbastanza piacevole per essere un indie free to play sviluppato in Unity con un budget risicato. Tuttavia l’altra faccia della medaglia mostra un titolo ancora da rifinire in aspetti cruciali come il sistema economico (che pende favorevolmente verso chi paga), il bilanciamento delle armi e la varietà delle mappe, fin troppo somiglianti fra loro. Inoltre i giocatori continuano a scarseggiare rendendo lunga e ardua la ricerca di match online, fattore cruciale per la crescita del titolo una volta fuori dall’early access. BitCake è ancora in tempo per colmare le lacune. Noi rimaniamo in attesa.

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