Raiders of the Broken Planet – Recensione

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MercurySteam non è certo uno studio composto da ordinari sviluppatori indipendenti, anzi annovera tra le sue fila gente del calibro di Dave Cox ed Enric Álvarez, quest’ultimo noto per le sue violente tirate contro la stampa settoriale. Ma il team con sede a San Sebastián de los Reyes è decisamente più popolare tra i giocatori in quanto artefice di vari titoli piuttosto blasonati come Clive Barker’s Jericho, i Castlevania: Lords of Shadows e il recentissimo Metroid: Samus Returns.

Dopo l’ottima prova sulla console portatile di Nintendo i talentuosi ragazzi spagnoli non si sono adagiati sugli allori e hanno sfornato una nuova IP, pubblicata autonomamente su Steam, PlayStation 4 e Xbox One adottando il modello economico free to play. Parliamo di Raiders of the Broken Planet, sparatutto co-op in terza persona ad ambientazione western/sci-fi che di sicuro ha attirato l’attenzione di moltissimi utenti. Di seguito le nostre impressioni a seguito di un’approfondita prova.

Anteprima di gioco

Contrariamente a quanto ci si possa aspettare dall’etichetta, Raiders assomiglia più a una demo che a un vero free to play. Trattandosi di uno shooter cooperativo story based non troverete le classiche modalità deathmatch o cattura la bandiera, bensì una campagna divisa in 5 atti (da acquistare singolarmente) fruibili sia in single che in multiplayer. I contenuti base racchiudono le due missioni appartenenti al prologo e la modalità antagonista, di cui parleremo a breve. La struttura prevede che 4 giocatori portino a termine determinati obiettivi all’interno di livelli dalle dimensioni contenute per passare alla sezione successiva; il compito principale consisterà ovviamente nel disfarsi di ondate di nemici, anche se non mancano missioni basate sulla conquista di punti strategici, sullo stealth e su postazioni da raggiungere entro un limite di tempo. In caso di morte il respawn avviene rapidamente finché non finiscono le 8 vite a disposizione: a quel punto parte un timer di circa 50 secondi durante i quali l’eliminazione di tutti i membri del team decreta il game over. Alla fine del countdown si riparte dalle 8 vite che diventano invece 4 in single player.

Scegliendo la modalità antagonista si passa dalla parte dei cattivi e lo scontro diventa un 4 contro 1. Le meccaniche sono praticamente identiche alla cooperativa, con l’unica differenza che qui i nemici controllati dall’IA verranno supportati dal giocatore antagonista, per l’appunto, anch’egli dotato di respawn. Purtroppo, complice una difficoltà organica della campagna già parecchio elevata in co-op, l’esito delle partite pende quasi sempre verso la sconfitta del team di eroi. Il player nemico non è soggetto ad alcuna limitazione e anzi può decidere dove respawnare per rendere ancor più arduo il processo di completamento degli obiettivi agli avversari, talora costretti a nascondersi per lunghi intervalli di tempo.
Per quanto riguarda la campagna al momento possiamo dire ben poco, visto che solo il primo atto è disponibile all’acquisto. La longevità non delude e si attesta sulle 6-7 ore, il ritmo si mantiene costantemente elevato e i personaggi mostrano un discreto character design. Per valutare adeguatamente l’intreccio, però, dovremo attendere il rilascio del resto del pacchetto.

A tal proposito segnaliamo che la versione completa di Raiders of the Broken Planet costa 39,99€ (forse un po’ eccessivo se si considera che l’acquisto è praticamente obbligatorio) e garantisce sia l’accesso futuro a tutte le missioni sia lo sblocco dei personaggi extra. Da buon free to play il titolo non si fa comunque mancare lo shop, in cui è possibile comprare accessori e armamenti extra con la valuta in game e le skin con denaro reale. Oro e oggetti influenti sul gameplay vengono in ogni caso donati in premio al completamento delle missioni co-op, allontanando dunque lo spettro del grinding e del pay to win. Tali premi consistono in punti fazione, punti personaggio e blueprint. I primi due servono a sbloccare varie abilità passive sotto forma di carte, gli ultimi vengono utilizzati insieme all’oro per creare armi alternative, due per eroe.

Grafica e gameplay

Sul versante tecnico Raiders non delude. Il Mercury Engine svolge un ottimo lavoro nella resa di modelli e dettagli delle ambientazioni, offrendo peraltro alcuni effetti di post processing avanzati senza spossare più di tanto la scheda video. Egregio quindi il lavoro sul comparto grafico ma ancora meglio nell’art style, in grado di miscelare perfettamente western e sci-fi dando vita a qualcosa di molto simile al sottogenere Space Cowboy forgiato da Sunrise e Watanabe. Non ci sono colori accesi né vedute mozzafiato alla TERA, eppure gli artisti hanno saputo rendere attraente ognuno degli scenari desolati che compongono il mondo di gioco. Buono anche il sonoro, a fronte di un doppiaggio in inglese (con i sottotitoli in italiano) convincente e di una soundtrack tutto sommato orecchiabile. Ordinati e funzionali i menu, pulita l’interfaccia.

Parliamo ora di gameplay. Alle classiche meccaniche da sparatutto a coperture gli sviluppatori hanno aggiunto alcune novità degne di menzione, nel bene e nel male. Innanzitutto ogni personaggio, tra i 7 disponibili, possiede un’arma e un’abilità esclusiva grazie a cui l’utente può plasmare senza fatica il proprio stile di gioco. Fin qui niente di strano. Poi si fa la conoscenza del combat system nell’atto pratico e iniziano a sorgere i dubbi. Tralasciando il feedback a dir poco carente delle bocche da fuoco, quello che ci ha maggiormente lasciati perplessi è il corpo a corpo. Raiders adotta un sistema da brawler con colpo leggero, schivata e presa, progettati per essere l’uno la debolezza dell’altra. Ad esempio se il nemico usa l’attacco standard basterà schivare, se usa la presa converrà passare ai pugni e così via. Il problema risiede nella lentezza dei movimenti, nell’irresponsività e nella legnosità delle animazioni che fanno apparire ogni combattimento come una lotta tra pachidermi. Inoltre le mosse speciali uccidono istantaneamente se vanno a segno e subire dei fastidiosissimi one hit knock down dai nemici sarà all’ordine del giorno.

A peggiorare la situazione ci pensa il quantitativo davvero basso di salute degli eroi che si rigenera automaticamente solo in stato di perfetta immobilità con conseguenze pesanti sul ritmo di gioco, reso in tal modo statico e attendista. Al contrario i nemici sono spugne attira-proiettili e in particolare i boss richiedono un quantitativo enorme di colpi per andar giù. Fortuna che quantomeno l’intelligenza artificiale è stata realizzata con criterio e, per quanto torpido possa talvolta apparire il gameplay, completare una missione al più alto livello di difficoltà richiede il massimo impegno da parte di tutto il team. Proprio per questo motivo l’assenza di qualsiasi tipo di chat in game rappresenta, secondo noi, un peccato mortale. Inoltre i server della versione PC sono pressoché vuoti e per trovare una partita con matchmaking globale servono in media 5-10 minuti.

Conclusioni

Raiders of the Broken Planet può sì essere visto come una coraggiosa svolta di MercurySteam ma anche come un progetto che deve ancora crescere, contenutisticamente e meccanicamente, per raggiungere lo status di serio competitor nel campo degli shooter free to play. Allo stato attuale abbiamo tra le mani un prologo e una prima missione, Alien Myth, ben rifiniti sotto l’aspetto tecnico e contenutistico (è ovviamente richiesto l’acquisto della prima tranche della campagna a 9,99€), tuttavia le pecche da noi riscontrate in fase di prova e la desolazione dei server su Steam non ci consentono di consigliarlo a spada tratta, anche se vorremmo. Conviene invece attendere i prossimi aggiornamenti e le future espansioni che inseriranno nuove storie, personaggi e presumibilmente altre modalità. Fino ad allora limitatevi a provarlo solo in veste di free to play. Può regalare senz’altro qualche ora di divertimento in compagnia di una squadra di 4 amici, possibilmente in chat vocale su Teamspeak o Skype.

Tuo Voto
0

Pro

  • Abbastanza impegnativo
  • Campagna degna di nota
  • Shop davvero marginale
  • Comparto tecnico promosso

Contro

  • Gameplay lento e macchinoso
  • Carenza di utenti su PC
  • Modalità antagonista sbilanciata
  • Il gioco completo costa 39,99€
  • Niente chat
7.2

Buono

Grafica - 8
Giocabilità - 6.2
Originalità - 7.4

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