Gigantic – Recensione

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Gigantic segna l’ingresso di Motiga e Perfect World nel complesso mondo dei MOBA, titoli polarizzanti che rientrano principalmente in due categorie, a prescindere dalla qualità: quelli di fama mondiale presenti nella top 10 di Twitch e quelli dai server pressoché deserti. Considerando la progressiva saturazione del genere, far uscire un MOBA oggi sembra un’idea rischiosa e bisogna per forza inventarsi qualcosa di estremamente originale.

Attivo in fase di beta sul client Arc (la cui installazione rimane purtroppo obbligatoria) dal gennaio dello scorso anno, Gigantic esce finalmente anche su Steam senza rivoluzionare nulla rispetto alla versione provata da noi in anteprima negli scorsi mesi ma limitandosi a rimuovere alcune tra le criticità segnalate nell’ambito meccanico e di bilanciamento degli eroi. Vediamo di stilare un resoconto della nostra esperienza con la versione finale, che ricordiamo essere disponibile su PC e Xbox One.

Anteprima di gioco

Gigantic, pur rientrando nella categoria dei MOBA, non ne condivide appieno tutte le prerogative e anzi in molti aspetti se ne distacca radicalmente puntando in maniera diretta a sistemi da action/shooter, come nel caso di Paragon. Le differenze più evidenti risiedono però nella struttura di gioco, sempre basata su attacco e difesa di una base e varie costruzioni minori ma improntata su un maggiore dinamismo. Mancano minion, torrette, nuclei e scudi: al loro posto due enormi guardiani e tre punti per team -composti da 5 giocatori- in cui piazzare delle creature multiuso dalla funzione difensiva, curativa o di radar di prossimità. Per quanto riguarda i guardiani, essi svolgono il classico ruolo del nucleo nei MOBA, qui con valenza anche offensiva. Ogniqualvolta una squadra raggiunge 100 punti (10 a uccisione, 20 alla raccolta di sfere speciali dallo spawn limitato e alla distruzione delle creature-torrette) il guardiano alleato si fionda su quello nemico atterrandolo per una ventina di secondi, durante i quali diventa vulnerabile ed è possibile infliggergli danni sostanziali sottraendogli un cuore. La perdita di 3 cuori da parte di qualsiasi schieramento pone fine alla partita; nell’ipotesi di uno stallo si procederebbe a oltranza.

Queste le regole principali dell’unica modalità PvP presente al momento, corredata solo da 3 mappe a rotazione casuale. Per il resto si può usufruire dei match online contro i bot e di un ottimo poligono di allenamento in cui provare comodamente tutti gli eroi senza limitazioni. Parlando appunto di questi ultimi possiamo dire che nonostante il loro numero, 18, sia basso se rapportato alla concorrenza, character design e taratura meccanica sono encomiabili; in tal senso Gigantic non ha davvero nulla da invidiare neanche a colossi del calibro di Dota 2 e Overwatch. Ogni personaggio appare unico e ben caratterizzato, non esistono doppioni alla Paladins né le canoniche 3 abilità più mossa definitiva risultano stilisticamente incoerenti. Contenuti convincenti, dunque, peccato per il numero esiguo.

Quanto al modello economico non abbiamo particolari obiezioni. Il titolo è un free to play a tutti gli effetti, di conseguenza persino gli utenti non interessati allo shop possono godere di un’esperienza dignitosa. La valuta ottenibile in game viene distribuita in quantità eque dopo la fine dei match e viene utilizzata per sbloccare gli eroi e una buona fetta delle skin. I pacchetti boost all’esperienza e al prestigio del profilo (non influiscono sul gameplay) sono invece riservati all’acquisto con moneta premium, i diamanti, ottenibili attraverso l’esborso economico o in minima parte con i punti exp accumulati. Con essi è anche possibile acquistare missioni giornaliere sotto forma di tarocchi, fino a un massimo di 7; la prima carta del giorno è gratuita, il resto potrà essere comprato con i diamanti. L’unico problema del modello F2P di Gigantic, secondo noi, è che non vengono forniti degli eroi in omaggio e se non si spendono almeno 5.000 gold l’unica opzione rimane la scelta tra le unità in rotazione settimanale. Considerando poi che gli eroi più appetibili costano 10.000 gold, il grinding non mancherà di certo.

Grafica e gameplay

In termini grafici Gigantic si ama o si odia. A noi, salvo aver un po’ aggrottato le sopracciglia per la bassa risoluzione di texture e mancanza di dettagli negli scenari, l’originale art style della produzione Motiga è piaciuto molto. Sarà perché si ispira chiaramente alla mitologia tribale africana, sarà per i colori sgargianti abbinati in modo impeccabile, sarà per la relativa semplicità; fatto sta che a nostro parere funziona benissimo. Convincenti anche l’ottimizzazione tecnica, eccetto per il limite di 60fps non proprio giustificabile, il look elegante dei menu e il comparto sonoro, meglio riuscito sul versante soundtrack che sul doppiaggio (in inglese, localizzato anche in italiano).

Parlando di gameplay, il focus va subito sull’estrema fluidità di un sistema di controllo davvero molto immediato e responsivo coadiuvato da un combat system che miscela perfettamente l’impianto tipico dei MOBA alle meccaniche da action e sparatutto in terza persona. C’è una grande enfasi sulla mobilità e infatti parecchi eroi possiedono skill che gli permettono di spostarsi rapidamente, oltre alla schivata e al salto standard. Il gioco è bilanciato in modo tale da non permettere alle armi a distanza (archi, fucili, pistole, etc.) di dominare su quelle corpo a corpo, dal damage output più elevato ma mai in modo eccessivo. Così vengono incentivati gli attacchi a viso aperto e penalizzato il mero e statico camping. In Gigantic -e ce ne si accorge presto- l’abilità del singolo fa la differenza.

Lanciarsi a capofitto nella base nemica significa andare incontro a morte certa. Lo stesso destino capita a chi decide di tentare la sorte ingaggiando a testa bassa due o tre nemici alla volta. Abilità e mosse definitive sono sì potenti ma non hanno un impatto neanche lontanamente paragonabile a quanto visto in altri MOBA e Hero Shooter. Contano tantissimo il posizionamento, la coordinazione, il tempismo. È di gran lunga più importante cogliere il momento giusto per ritirarsi e recuperare la salute con i kit sparsi per la mappa che inoltrarsi nelle fila nemiche cercando a tutti i costi di ottenere un’uccisione. Pur trattandosi di un titolo sostanzialmente basato sul deathmatch a squadre, l’intelligenza strategica supera oltremodo in importanza la forza bruta. Ciò rende Gigantic un’esperienza complessa e ben articolata, a dispetto delle apparenze.

Conclusioni

Lo avevamo già carpito in sede di anteprima e adesso lo affermiamo con decisione: Gigantic è uno dei migliori MOBA in circolazione, probabilmente il più originale e coraggioso uscito negli ultimi tempi. L’idea di rimuovere i minion e trasformare il nucleo in una potentissima creatura capace di spostarsi da un punto all’altro della mappa è brillante e si sposa degnamente con un tipo di gameplay al cardiopalmo, che una volta padroneggiato offre immense soddisfazioni. Abbiamo inoltre apprezzato lo stile alquanto ispirato di personaggi e ambientazioni, anch’esso unico nel suo genere insieme al comparto meccanico nella sua interezza.

Purtroppo il titolo mostra il fianco in ambito contenutistico a causa dello scarso numero di mappe, di eroi e di una sola modalità PvP, motivo per cui la popolazione sui server a pochissimi giorni dal lancio stenta a decollare. Svariati utenti si lamentano poi dell’obbligatorietà d’installazione di Arc, il client di Perfect World, e non sembrano entusiasti all’idea di dover affrontare un pesante grinding per ottenere un singolo eroe. Stiamo parlando di lacune tutto fuorché incolmabili, ma che allo stato attuale impediscono al gioco di decollare in termini di user base. Noi, in ogni caso, vi consigliamo di dargli una chance.

Tuo Voto
0

Pro

  • Gameplay veloce, tattico, soddisfacente
  • Inserti graditi alla formula MOBA
  • Art style ispiratissimo
  • Modello economico per lo più equo

Contro

  • Pochi contenuti
  • Sbloccare alcuni eroi richiede parecchio grinding
  • Necessaria l’installazione di software di terze parti
8.4

Ottimo

Grafica - 8
Giocabilità - 8.5
Originalità - 8.7

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