UE contro l’uso scorretto del termine free to play

Le denunce da parte dei consumatori che inconsapevolmente hanno acquistato upgrade in-game all’interno dei titoli free to play sono diventate abbastanza comuni, a tal punto che la Commissione Europea ha deciso di prendere provvedimenti in materia.

I membri del CE si sono così incontrati con le aziende tech e le autorità di controllo nazionali il 27 e 28 febbraio per affrontare la problematica, nel tentativo di tutelare i consumatori di questo fiorente mercato.

Cosa accadrà ai giochi free to play?

free to pay

Neven Mimica, commissario della politica dei consumatori

I consumatori e, in particolare, i bambini hanno bisogno di una migliore protezione contro le spese impreviste negli acquisti in-app. Le autorità di controllo nazionali e la Commissione Europea stanno discutendo con l’industria per capire come affrontare questo problema, che non solo provoca danni finanziari ai consumatori, ma può anche mettere in gioco la credibilità di questo mercato molto promettente. Prima possibile ci saranno soluzioni concrete e vincenti per tutti.

La Consumer Protection Cooperation e gli stati membri della Comunità Europea hanno rilasciato una lista di disposizioni comuni, con al primo posto la pubblicità ingannevole.

L’uso della parola “free” in quanto tale, e senza adeguate qualifiche, dovrebbe essere consentito solo ai giochi che sono veramente liberi nella loro interezza, o in altre parole che non contengono la possibilità di effettuare acquisti in-app, nemmeno su base facoltativa.

Oltre a ciò, il CPC e la CE vogliono che gli sviluppatori elimino tutte le chiamate dirette per l’acquisto di oggetti in-game (come “compra ora!” o “aggiorna adesso!”). Gli acquisti in-app non dovrebbero essere fatti senza esplicito consenso del consumatore, e tutte le applicazioni e gli elenchi delle app dovrebbero presentare un indirizzo di posta elettronica al quale i clienti si possono rivolgere per domandare e risolvere i propri dubbi prima di decidere se giocare o anche solo scaricare un titolo.

La CE ha detto che lo scopo di questi incontri è quello di assicurarsi che ci sia una comprensione comune tra le autorità e le società di gioco circa questi argomenti. Ha inoltre affermato che lavorerà con gli organismi nazionali per il controllo dei diritti dei consumatori per compiere tutte le azioni ritenute necessarie.

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