Warface

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Warface: recensione aggiornamento “Battle Royale”

Forte della sua player base compatta e dedicata, Warface occupa ormai da qualche anno un posto di rilievo tra gli sparatutto free to play su Steam. Tutt’ora gli sviluppatori di Crytek continuano a rilasciare periodici aggiornamenti per il loro FPS più longevo e i progressi compiuti dal 2014, almeno dal punto di vista contenutistico, si notano a vista d’occhio.

Di recente è uscito un corposo update annunciato precedentemente sul sito ufficiale, in cui viene introdotta, tra le altre cose, una modalità Battle Royale che segue il trend del momento accodandosi a H1Z1, Playerunknown’s Battlegrounds, Fortnite e al resto dei competitor. Di seguito la nostra panoramica su questa e su tutte le altre novità appena presentate.

Anteprima delle novità

L’offerta di Warface si rimpingua con armi, modalità, obiettivi, ranghi, skin e un sostanziale miglioramento estetico delle bocche da fuoco già presenti. Salta subito all’occhio la fiammante Desert Tech MDR-C, SMG dotata di un ottimo controllo del rinculo, veloce nel caricamento e ad alto impatto, tale da perforare gli elmetti anche se si usa un silenziatore. La sua versione dorata, rinvenibile nelle loot box, possiede una maggiore precisione e un caricatore più grande. Altre armi hanno invece subito una revisione, come nel caso di CCR e Westerner 1887, mentre R16A4, PEG-7, CCR CQB, TWM X308, ZX84 USP hanno adesso delle versioni Elite Crown con statistiche migliorate.

Sul versante estetico osserviamo notevoli progressi nella resa delle texture di quasi tutte le armi primarie appartenenti alle classi, con risultati sorprendenti nel caso di LMG4, PDW 19 e FAS-12. Si segnala anche l’arrivo di una nuova skin in stile graffito urbano per MS Radek, basata sul design proposto da un membro della community. Crytek ci fa poi sapere che il costo di riparazione di diversi equipaggiamenti è stato nettamente ridotto, dunque buone notizie per gli utenti free to play.

L’update segnala inoltre l’arrivo del Rank 88, il generale luogotenente degli araldi della morte, altrimenti detto Mughal. I Mughal erano una coalizione di guerriglieri veterani stanziatisi in India e Pakistan che vedevano nel combattimento a distanza a bordo di cavalli il loro principale punto di forza. Per ottenere il rango sarà necessario guadagnare 568200 punti esperienza, se si parte da Shinobi. Un’ulteriore modifica riguarda il blocco di 5 modalità per i giocatori al di sotto del tredicesimo livello, che potranno accedere soltanto ai deathmatch, a Bag and Tag e Blitz. Onestamente non ci sembra una scelta molto sensata né utile all’utenza ma a quanto pare Crytek l’ha ritenuta necessaria per limitare gli sbilanciamenti in game.

Battle Royale

E ora passiamo alla portata principale dell’aggiornamento: la modalità Battle Royale. Da premettere che si tratta di un test a tiratura limitata, volto a raccogliere quanti più feedback possibili in vista di una release definitiva nei mesi a venire. Detto ciò, le basi sono state gettate e prevedono uno scontro survival a 16 giocatori all’interno di una mappa dalle dimensioni considerevoli. Come da prassi, vince l’ultimo sopravvissuto e l’area percorribile si restringe progressivamente (in modo piuttosto rapido) così da mantenere alto il ritmo della partita. Si parte muniti solo di coltello e bisogna andare alla ricerca di armi, sparse in maniera casuale e lanciate a intervalli regolari attraverso rifornimenti aerei.

Dato il numero ridotto di partecipanti rispetto alla concorrenza, la durata delle partite si attesta sui 10-15 minuti. L’esperienza rimane comunque simile alle Battle Royale spuntate fuori come funghi negli ultimi tempi; nulla di realmente nuovo o di vagamente interessante che possa aggiungere pepe a una modalità secondo noi parecchio sopravvalutata e priva di sufficiente profondità da renderla seriamente competitiva. Si tratta in sostanza di riuscire a trovare un’arma subito dopo lo spawn, la cui località viene peraltro scelta dal gioco, nascondersi e uccidere gli ignari passanti.

Quantomeno il fatto di avere un coltello in dotazione non porta l’ago della bilancia a pendere troppo a sfavore dei disarmati, considerando che un fendente ben assestato uccide il bersaglio in un colpo. Il problema di fondo, però, permane ed è insito nella filosofia stessa delle Battle Royale videoludiche: dominano la lentezza e la casualità, la skill del singolo vale esclusivamente negli scontri a fuoco diretti in cui entrambi i giocatori si vedono nello stesso momento, dunque in casi rari giacché la maggior parte delle morti avviene senza che la vittima si accorga della presenza del carnefice.

Pareri e speranze

Anche in Battle Royale, il gameplay solido di Warface rimane invariato. Se vi piace il gioco apprezzerete senz’altro la nuova modalità inserita da Crytek e non rimarrete delusi dai contenuti aggiunti con l’update. Ci auguriamo, ad ogni modo, che gli sviluppatori decidano di non rassegnarsi a creare l’ennesima ‘copia carbone’ di Battlegrounds e inseriscano elementi in grado di motivare gli utenti a scegliere il loro prodotto. Seguire le tendenze, nel mondo videoludico, paga fino a un certo punto. Bisogna anche saperle interpretare e migliorarle con un pizzico di inventiva. È questo che speriamo accada con Warface e con tanti altri titoli affini.

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