Age of Conan: Unchained

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Le locations di Age of Conan (parte 2)

Dopo aver conosciuto le terre di Cimmeria, Aquilonia e Stygia attraverso la prima parte della guida alle locations di Age of Conan, passiamo ora al secondo ed ultimo capitolo, dove vedremo un’anteprima di Khitai, Khemi, Old Tarantia e Conarch Village.

Le informazioni sono state estrapolate dal sito ufficiale in lingua inglese, tradotte e riorganizzate a mio piacimento.

Khitai

La terra più misteriosa del Dreaming East. Per migliaia di anni il popolo di questa terra è rimasto nascosto dietro alla Grande Muraglia ( Great Wall), uscendo allo scoperto solo per combattere o commerciare con i confinanti. Con il tempo però le cose sono cambiate e il cuore dell’impero è stato invaso da un qualcosa di oscuro.

I soldati si aggrappano al loro dovere per preservare la libertà di una terra che oramai non è più la stessa, con banditi che rubano e saccheggiano senza pietà, uomini e donne che muoiono di fame e i raccolti che appassiscono senza fruttare. Pregano che il Dio-Imperatore li aiuti ma le loro preghiere continuano a non ricevere alcun tipo di risposta.

Verso il centro dell’impero la guerra si fa ancora più calcata, i signori della guerra si fronteggiano per il controllo della terra e i loro eserciti mercenari devastano il campo di battaglia. Le strade della capitale sono quasi totalmente abbandonate dagli uomini e al loro posto circolano creature deformi in cerca di nutrimento.

Khemi

La capitale sacerdotale di Stygia, la città più potente dell’intera nazione. Un porto importante, strettamente connesso con il Dio Set e che nessuno osa attraversare. Khemi è disseminata di castelli, proprietà di nobili di alto rango, alcuni nel pieno della loro attività ed altri obbligati a scomparire tra le rovine. Al di sopra delle cittadelle, delle mura e dei castelli, vi è una piramide nera gigantesca, la quale si dice essere il luogo di riposo di Set.

Non è facile capire cosa sia vero e cosa no. Serpenti di varie razze e dimensioni strisciano attraverso le strade della città liberamente, come risultato dovuto dal fatto che nessuno può ucciderli, in quanto considerate bestie protette dalla legge Stige. Persino chi viene attaccato da un serpente non può far nulla per difendersi, o per lo meno non può contrattaccare.

La città stessa impedisce l’accesso ai viaggiatori sbarrando l’entrata con l’isola rocciosa di Akhet, conosciuta anche come isola tartaruga. Viene utilizzata come barriera utile a tenere lontani gli infedeli dalla città santa. Akhet rappresenta la zona più vicina a Khemi che i viaggiatori, commercianti e mercanti provenienti da tutto il mondo possano raggiungere.

Stygia è una terra di caste sociali, le quali stabiliscono una gerarchia che può esser letale quanto la selezione naturale delle iene nel deserto. Aree come il Corno (Horn) sono dominate e popolate dal priesthood (sacerdozio), il quale custodisce i monumenti, i templi e i giardini. Nessun infedele può camminare tra gli edifici sacri. Il quartiere Odji è dove vengono acquistati e venduti gli schiavi e dove la luce del giorno non sembra mai disposta a combattere l’oscurità dei vicoli e delle strade. Un posto mortale e pericoloso anche per coloro che non vi arrivano in gabbia o in catene. Si trova vicino al porto e solo alcuni mercanti selezionati possono accedervi.

Khemi è un richiamo di massa per chiunque veneri Set, il Dio oscuro. Coloro che riescono ad andare oltre Akhet, potranno trovare tutti i piaceri, terrori ed avventure offerte da Stygia e dall’ombra della città di Set.

Old Tarantia

Chiamata anche “most princely city of the world’s West” (la città più principesca del mondo occidentale), Tarantia presenta al suo interno svariate meraviglie, oltre ad essere la capitale di Aquilonia. Il suo orizzonte è costellato da torri blu e oro e molti dei suoi edifici sono talmente puliti da accecare con il proprio riflesso.

Creata a strati, con zone ben distinte separate da alte mura e cancelli ben sorvegliati. Uno di questi strati è rappresentato dall’antica Tarantia, la quale si trova alla fine di un enorme ponte che porta al resto della città. Ha un proprio porto e un cancello che porta alla strada del Re, pattugliata regolarmente per controllare i visitatori ed evitare spiacevoli episodi. E’ la radice stessa della città, attorno alla quale è stata costruita il resto della capitale. E’ la base del palazzo reale, con le sue torri lucenti che si innalzano nel cielo.

Le strade sono pulite e prive di miscredenti, le aziende fanno del loro meglio per non alzare troppo i prezzi dei loro prodotti, la criminalità comune è quasi inesistente. L’unità d’elite che fa da guardia al Re, i draghi neri e le pattuglie del palazzo costantemente in allerta, fanno si che siano davvero pochi gli sconsiderati che decidono di affrontare un livello di sicurezza di questo tipo, spingendo quindi la criminalità a guardare altrove per poter esercitare il loro commercio illegale. Una città sicura per chiunque decida di rispettare le leggi del re Conan e dove molti vengono a fare shopping e visitare la bella città per puro spirito turistico.

Anche se la città è priva di rapinatori e borseggiatori non significa che sia priva di elementi oscuri. Ci sono nobili insoddisfatti di avere un Cimmero sul trono e che sono costantemente impegnati a muovere i loro pezzi all’interno della scacchiera politica nel tentativo di cambiare la situazione a loro piacimento. Conan si è fatto molti nemici nella sua scalata al potere e mentre alcuni sono morti per mano sua, altri complottano alle sue spalle senza arrendersi.

Conarch Village

Si trova in una profonda valle circondata da montagne ripide e tagliata da un fiume freddo che la attraversa nel centro. Posizionato tra il Venarium e il dilaniato dalle battaglie Conall’s Valley, non è altro che una zona di passaggio utile ai viaggiatori per raggiungere altre parti della Cimmeria.

Alcuni la visitano per dare un’occhiata alla terra che ha dato vita al re Conan e al resto del Clan Conarch, mentre coloro che scelgono di restarvi lo fanno probabilmente per via di un estremo desiderio d’avventura, alimentata dal fatto che le montagne che circondano il paese sono patria di molti pericoli, umani e non.

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